Motori endotermici per il recupero dell’energia termica

Esistono moduli termici (quasi) standardizzati, dedicati al recupero di energia termica da impianti di cogenerazione realizzati mediante l’impiego di motori endotermici, alimentati a biogas, gas naturale o gasolio.

Risulta infatti economico e remunerativo l’abbinamento di un generatore autonomo di corrente elettrica con la produzione a basso costo di acqua calda, recuperando il calore prodotto dal motore, che in condizioni normali andrebbe dissipato mediante il radiatore.

Queste unità premontate, sono composte generalmente da:

  • uno scambiatore di calore per il recupero dell’acqua calda dal circuito di raffreddamento camicie del blocco motore
  • uno scambiatore di calore per il recupero dell’acqua calda dal circuito di raffreddamento after cooler (o charge cooler)
  • uno scambiatore di calore per il recupero dai fumi esausti di combustione che vanno alla marmitta
  • un’elettroradiatore per la dissipazione di emergenza in caso di mancato prelievo dell’energia termica
  • valvole di regolazione e di by-pass
  • quadro di gestione e di potenza

Tipicamente i primi due sono scambiatori a piastre di tipo ispezionabile, che permettono una ottima efficienza di scambio e quindi dei valori di recupero molto spinti.

Il terzo è invece un classico scambiatore di calore a fascio tubiero, realizzato con una costruzione particolare del tipo a tubi diritti scovolabili, per facilitarne la pulizia dalle incrostazioni provocate dai fumi dello scarico del motore, con testate smontabili.

Il radiatore è indispensabile perchè se il cliente non avesse la necessità di recuperare il calore generato dal motore, quest’ultimo deve essere in condizione di continuare a funzionare per produrre l’energia elettrica richiesta, potendo contare su un diverso sistema di smaltimento del calore prodotto.

Valvole e gestione fanno parte della serie di accessori necessari al funzionamento corretto dell’impianto per il recupero dell’energia termica.

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