Utilizzo di scambiatori di calore negli impianti di cogenerazione

Ci sono modi diversi per produrre elettricità. In questo caso viene utilizzato un motore a combustione a gas naturale. Questo tipo di sistema è chiamato “impianto di cogenerazione” e può essere utilizzato per esempio, come energia di sostegno in aeroporti o in altri luoghi in cui non deve mai mancare elettricità. Gli scambiatori di calore a piastre sono particolarmente idonei al recupero di calore negli impianti di cogenerazione.

Descrizione del sistema

Gli scambiatori di calore a piastre sono eccellenti sia per il recupero del circuito di raffreddamento dell’acqua, sia per l’olio lubrificante del motore.  Il calore dissipato dai gas di scarico deve essere però recuperato in uno scambiatore speciale (tipicamente a fascio tubiero), a causa delle temperature elevate; per questo è consigliabile utilizzare un sistema T Recogen.

Il problema

Durante il funzionamento, il motore deve essere raffreddato per evitare l’aumento di calore. In questo motore, la soluzione acqua-antigelo serve da liquido di raffreddamento. Questa soluzione calda  deve allora essere raffreddata, ma come?

La Soluzione

In questo schema di cogenerazione, uno scambiatore di calore a piastre è usato per raffreddare il circuito dell’antigelo.  L’acqua calda presente nella parte secondaria dello scambiatore,  è condotta attraverso un circuito al radiatore, che a sua volta viene utilizzato per scaldare una qualunque altra richiesta di riscaldamento.

Grazie allo scambiatore di calore a piastra, il calore può essere trasferito dal motore all’acqua usata per il riscaldamento senza perdite efficacemente e senza perdite significative.

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Scambiatore di calore: risorse online

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Ecco qui qualche interessante link a risorse online sugli scambiatori di calore a piastre e non. Si possono trovare buone descrizioni, informazioni e schede tecniche e molto altro.

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Free cooling

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Negli ultimi anni, il sempre maggior impiego di acqua fredda per il raffreddamento dei processi industriali, unità alla minore disponibilità di acqua da pozzi, ha creato una crescente richiesta di sistemi in grado di raffreddare l’acqua circolante in circuito chiuso (senza consumo di acqua appunto).

In tal modo l’acqua impiegata è sempre la stessa e la sua qualità può essere tenuta sotto costante controllo.

Esistono tantissimi sistemi di raffreddamento dell’acqua, che fondamentalmente si possono raggruppare in due grandi famiglie:

  • sistemi che raffreddano l’acqua sfruttando un circuito frigorifero (chiller, refrigeratori)
  • sistemi che raffreddano l’acqua sfruttando l’aria ambiente (free cooler, torri evaporative)

Dal punto di vista economico, i sistemi che sfruttano l’aria ambiente sono sicuramente i più convenienti in quanto hanno un costo, sia di impianto che d’esercizio, molto inferiore.

Esemplificando, possiamo considerare ad esempio un chiller (refrigeratore d’acqua a circuito frigorifero), ed un free-cooler (raffreddatore d’acqua ad aria a pacco alettato): a parità di potenzialità termica dissipata possiamo affermare che il free-cooler costerà circa il 20% e consumerà una potenza elettrica pari al 10% di quanto costa ed assorbe un chiller.

Risulta dunque evidente quanto sia più conveniente utilizzare un free-cooler piuttosto che un chiller, convenienza che aumenta all’aumentare della potenzialità dell’impianto.

Un free-cooler può essere però utilizzato solo quando la temperatura dell’acqua richiesta è superiore alla temperatura ambiente durante tutto (o quasi tutto l’anno).

Quando invece la temperatura dell’acqua richiesta è bassa (più bassa della temperatura ambiente o della temperatura di bulbo umido), si deve ricorrere all’utilizzo di un chiller, che permette di raggiungere temperature anche molto inferiori allo zero.

Ci sono temperature dell’acqua intermedie che permettono di utilizzare il free-cooler per una buona parte dell’anno ed il chiller durante i mesi più caldi, utilizzandoli entrambi nelle stagioni intermedie.

L’abbinamento di un chiller ed un free-cooler per lo stesso processo di raffreddamento, consente interessanti economie di gestione riducendo drasticamente il costo energetico del sistema di raffreddamento.

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Motori endotermici per il recupero dell’energia termica

Esistono moduli termici (quasi) standardizzati, dedicati al recupero di energia termica da impianti di cogenerazione realizzati mediante l’impiego di motori endotermici, alimentati a biogas, gas naturale o gasolio.

Risulta infatti economico e remunerativo l’abbinamento di un generatore autonomo di corrente elettrica con la produzione a basso costo di acqua calda, recuperando il calore prodotto dal motore, che in condizioni normali andrebbe dissipato mediante il radiatore.

Queste unità premontate, sono composte generalmente da:

  • uno scambiatore di calore per il recupero dell’acqua calda dal circuito di raffreddamento camicie del blocco motore
  • uno scambiatore di calore per il recupero dell’acqua calda dal circuito di raffreddamento after cooler (o charge cooler)
  • uno scambiatore di calore per il recupero dai fumi esausti di combustione che vanno alla marmitta
  • un’elettroradiatore per la dissipazione di emergenza in caso di mancato prelievo dell’energia termica
  • valvole di regolazione e di by-pass
  • quadro di gestione e di potenza

Tipicamente i primi due sono scambiatori a piastre di tipo ispezionabile, che permettono una ottima efficienza di scambio e quindi dei valori di recupero molto spinti.

Il terzo è invece un classico scambiatore di calore a fascio tubiero, realizzato con una costruzione particolare del tipo a tubi diritti scovolabili, per facilitarne la pulizia dalle incrostazioni provocate dai fumi dello scarico del motore, con testate smontabili.

Il radiatore è indispensabile perchè se il cliente non avesse la necessità di recuperare il calore generato dal motore, quest’ultimo deve essere in condizione di continuare a funzionare per produrre l’energia elettrica richiesta, potendo contare su un diverso sistema di smaltimento del calore prodotto.

Valvole e gestione fanno parte della serie di accessori necessari al funzionamento corretto dell’impianto per il recupero dell’energia termica.

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Risparmio energetico grazie alla cogenerazione

Sfruttando il calore di scarto a bassa temperatura, come ad esempio acqua surriscaldata a 100-120°C, è possibile ottenere notevoli volumi di acqua refrigerata con temperature attorno ai +7/8 °C, acqua che può essere convenientemente utilizzata in numerosi cicli dei processi industriali o civili di condizionamento: il costo per queste operazioni è decisamente contenuto mediante l’impiego di chiller ad assorbimento.

Utilizzando in combinazione una caldaia a recupero di calore oppure uno scambiatore di calore fumi/acqua è possibile recuperare fino in fondo ogni calore residuo di gas combusti, ottenendo acqua a bassa temperatura a costi minimi, specie se confrontati con i costi relativi all’acqua raffreddata ottenuta con i classici chiller a cicli frigoriferi.

I tradizionali chiller a compressione presentano i seguenti svantaggi:

  • utilizzano fluidi refrigeranti cloro fluorurati (CHFC1), oggi in via di limitazione o regolamentazione d’uso, per i danni ambientali che causano allo strato di ozono dell’atmosfera terrestre
  • richiedono un forte consumo di energia elettrica
  • danno luogo a notevoli spese per la loro manutenzione
  • generano problemi di smaltimento degli oli lubrificanti esausti.

Esempio Tecnico

Facciamo un esempio interessante con qualche numero significativo: abbiamo a disposizione circa 45.000 mc/h di gas combusti/fumi/aria calda provenienti magari da sfiati industriali già trattati. Generalmente questi fumi vengono espulsi dal camino, infatti il basso livello termico ne sconsiglia il recupero efficiente.

Mediante l’uso combinato di uno scambiatore di calore e di un chiller ad assorbimento a bromuro di litio, è invece possibile ottenere una produzione di circa 500.000 KCal/h, che significano conti alla mano circa 100.000 l/h di acqua a 7 °C, con un salto termico di 5 °C e con una potenza elettrica impegnata quasi irrilevante (parliamo di circa una decina di kilowatt) e senza consumo di combustibile ausiliario. Con le soluzioni tradizionali, basate sull’utilizzo di gruppi refrigeratori dotati di compressori, il consumo orario di energia elettrica, a parità di frigorie prodotte, supera i 200 KWh.

L’impiego delle macchine ad assorbimento, in combinazione con sistemi di recupero di calore degradato, di vari tipi di fluidi industriali, oltre a permettere di ridurre quasi a zero il consumo di energia elettrica, presenta il grande vantaggio della mancanza di organi meccanici in movimento e quindi l’assenza di fenomeni di usura, e della assoluta silenziosità di funzionamento nonchè di una vita eccezionalmente lunga dell’unità.

E’ importante aggiungere che sistemi del genere richiedono comunque investimenti di un certo peso economico.

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Cogenerazione

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Gli impianti di cogenerazione, sono una delle fonti alternative  di energia. Si dice cogenerazione, in quanto uniscono la produzione di energia elettrica a quella di energia termica.

Solitamente si basano su due tipologie di macchine:

  • motori endotermici, per impianti medio piccoli
  • turbine, per impianti di potenzialità medio grande

I combustibili che vengono utilizzati, sono i più svariati:

  • metano
  • gasolio
  • biogas
  • olio di palma
  • biomasse
  • gas da discarica

In pratica tutto quello che brucia o può bruciare!

Producono energia elettrica ed energia termica, sotto forma di acqua calda o surriscaldata: scopri maggiori informazioni sullo smaltimento del calore prodotto dagli impianti di cogenerazione.

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Differenza tra calore e temperatura

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La differenza tra calore e temperatura è un concetto molto chiaro, ma può essere una idea.

La temperatura è la misura che serve per capire a quale livello si trova l’energia che è rappresentata dal calore.

Un’idea esprime la genialità o semplicemente l’intuizione. Per poter disporre dell’energia termica, serve che la differenza tra i livelli di temperatura siano sempre elevati.

Come dire un’idea semplice, ma geniale.
Si possono sfruttare fonti di calore a bassa temperatura, sicuramente si…ma è molto più difficile e costoso.

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